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©2017 Ruffino Import Company, Rutherford, CA

ITALIA I VINI

La piramide qualitativa del vino italiano

La piramide qualitativa del vino italiano

Tutti i vini italiani devono essere classificati secondo una delle quattro categorie previste dall'ordinamento italiano. Alla base della piramide qualitativa del vino italiano c'è il Vino da Tavola, categoria che richiede unicamente che l'uva sia prodotta da vigneti italiani. Ruffino non produce vini in questa categoria.

Le altre tre categorie diventano progressivamente più rigide sul piano regolamentare partendo dalla IGT (Indicazione Geografica Tipica) che lascia buona libertà ai produttori e giungendo alla DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) che è nettamente più regolata e controllata.

IGT – Indicazione Geografica Tipica

La classificazione IGT include vini che sono tipicamente associate a un'area geografica – ad esempio la Toscana – e può presentare una menzione per colore, varietà o tipologia di vino. Quindi i produttori che intendono ottenere vini IGT devono dichiarare in etichetta la regione specifica e attenervisi relativamente alla provenienza delle uve ma non sono previsti standard organolettici o degustazioni preliminari di approvazione.

DOC – Denominazione di Origine Controllata

La classificazione DOC include vini da varietà previste per legge da aree geografiche delimitate sempre dal disciplinare di produzione. Si tratta di aree storicamente vocate per la produzione di vini con caratteristiche specifiche e abbastanza omogenee. Le regole sono stabilite da leggi ufficiali emanate dai consorzi, enti composti dai produttori stessi. Queste leggi, chiamate disciplinare di produzione, coprono ogni fase della produzione del vino, dal lavoro di vigna a quello di cantina fino al colore e le caratteristiche organolettiche che il vino dovrà possedere. Tutto questo èdimostrato sulla bottiglia mediante la presenza della fascetta di stato.

DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita

La classificazione DOCG è la più impegnativa e prestigiosa. Le regole sono di solito ancora più stringenti e i limiti imposti dalla normativa più severi.

Anche in questo caso i campioni di vino devono essere sottoposti ad un assaggio alla cieca da parte del consorzio di riferimento prima di poter essere immesso in commercio. La fascetta di stato prova la legittimità dell'immissione in commercio come vino DOCG.


Cos'è un Super Tuscan?

La definizione di Supertuscan rappresenta una classificazione non ufficiale e comprende vini dalle caratteristiche piuttosto eterogenee accomunati dalla ricerca dell'eccellenza qualitativa senza compromessi o vincoli legislativi.

La definizione di Supertuscan nasce negli anni '70 quando si crea una distanza concettuale tra le ambizioni qualitative dei migliori produttori e gli ormai superati disciplinari dei consorzi. Soprattutto nel Chianti e nel Chianti Classico sono anni di fuoriuscite tumultuose dai consorzi da parte di importanti produttori e di vini di grande prestigio classificati come Vino da Tavola (IGT non esisteva ancora). Nell'arco di 40 anni molti nuovi Supertuscan sono nati e tutti, anche se spesso diversi per tecniche di vinificazione, uvaggi e zone di provenienza, si sono ispirati agli stessi principi di eccellenza. Quindi – provando a dare una definizione astratta – un Supertuscan è un Toscana IGT, di solito rappresenta la punta di prestigio nel portafoglio dell'azienda ed è creato ricercando eccellenza qualitativa e uno stile imponente che conduce spesso a vini con tratti comuni: grande estrazione, uso importante di barrique e estrema libertà nella scelta di Uvaggio e durata dell'affinamento.

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